Julie Amero, insegnante di 40 anni del Connecticut è stata giudicata colpevole di aver intaccato la morale dei ragazzi (12-13 anni al momento del fatto) di una classe a cui faceva supplenza, ora rischia è stata condannata a 40 anni di carcere.

Si sarà spogliata davanti a tutti?

Avrà fornito prestazioni sessuali ai minori?

no.. ha messo un vecchio computer dotato di windows 98 e internet explorer 5 (entrambi datati e da tempo privi di aggiornamenti di sicurezza) davanti alla classe

si è assentata 5 minuti per andare in bagno e al suo ritorno ha trovato tutti i ragazzini davanti ad un sito web di acconciature, poco dopo una serie di pop-up a sfondo sessuale e dal contenuto esplicito hanno fatto la loro comparsa, l’insegnante ha cercato di chiuderli ma questi continuavano a moltiplicarsi come funghi…

insomma.. il pc si è preso un bello spyware! Praticamente una specie di virus/script di una pagina web pensato per aprire una marea di pubblicità non richiesta..

in genere questi pop-up si aprono in continuazione e chiuderne uno ne provoca l’apertura di altri 3..

insomma, un ragazzo ha raccontato l’accaduto a casa, i genitori si sono rivolti al preside di istituto ed è partita la denuncia…

pochi giorni fa l’insegnante è stata considerata colpevole..

non so se vi rendete conto: per dei pop-up involontari dal contenuto pornografico che sono spuntati davanti ad una classe di bambini questa donna ora rischia 40 anni di carcere!!! 40 anni! sono una vita intera! Con che coraggio un giudice può guardare in faccia una persona e darle 40 anni di carcere per qualcosa di simile? qualcosa che potrebbe succedere a qualunque insegnante con poca esperienza o sarebbe probabilmente successo con qualunque altro insegnante si fosse trovato lì in quel momento con quel computer datato e privo di protezioni..

Pensateci perché un ingiustizia così potrebbe succedere a voi o ai vostri figli un giorno.

La parola giustizia ha perso ogni significato.. che schifo!

Link di approfondimento:

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1847950

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1893895

http://www.theregister.co.uk/2007/02/14/julie_amero_case/ (ENG)