gennaio 2007



Google ha annunciato che vuole ritoccare il suo rastrellatore di siti web affinché possa filtrare automaticamente i googlebombing..

avevo parlato di googlebombing nell’articolo sul wi-max (anche questo google bombing diverrà quindi inutile)

il motivo ufficiale è debellare azioni di google bombing come quella contro Bush (ricerca di “miserable failure” -> bibliografia di bush), Tony Blair (“liar”) o berlusconi ( “buffone” su google italia -> pagina su berlusconi). Alcuni sono ancora attivi e potete provarli anche subito..

in realtà il fenomeno del google-bombing è semplicemente una conseguenza di un metodo utilizzato da google, yahoo!, altavista ed altri motori di ricerca (che quindi sono anch’essi affetti da “googlebombing”) per migliorare la qualità dei dei risultati nelle ricerche..

l’ovvia conseguenza è che questa modifica potrebbe anche ridurre la qualità dei risultati, solamente col tempo si potrà verificarlo.

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ho completato l’articolo sul Wi-Max di qualche giorno fa..

mi ero scordato di dire una cosa molto importante, che il Wi-Max è una tecnologia che permetteo anche la telefonia (ovviamente)

questo significa poter telefonare a bassi costi e poter abbandonare del tutto telecom & Co.

sempre se non sono di nuovo telecom, vodafone e compagnia ad aggiudicarsi le frequenze… (come avverrà probabilmente)


Mi è stato segnalato nella mailing list del mio LUG (Linux User Group) una pagina web contenente un libro, scaricabile gratuitamente, dal titolo:

Linux Kernel in a Nutshell

Nutshell vuol dire “guscio di noce”, ma “in a nut shell” è un modo di dire inglese che viene usato con il significato di “in poche parole“.

Il libro è ovviamente in inglese e per ora non ne esistono traduzioni (ma suppongo che se ci fosse qualche volontario per tradurlo l’autore non si opporrebbe); ve lo segnalo perché è un libro che raccoglie in un colpo solo spiegandolo da capo a piedi il processo di compilazione ed installazione di un kernel linux. Non sono richieste capacità di programmazione, ne si tratta di una cosa particolarmente complicata! Semplicemente richiede che abbiate una vaga idea di quali componenti ha il/la vostro/a computer/macchina!

Vengono spiegati inoltre tutti i comandi/parametri di boot del vostro kernel, quando e come usarli! I requisiti per compilarvelo, e perché compilarsi un kernel personalizzato..

Il libro è diviso in capitoli in formato PDF e DocBook.

Oggi compilarsi il proprio kernel non è più necessario salvo in casi molto particolari, per molte distribuzioni, in particolare quelle Debian, Red Hat e novell (rigorosamente in minuscolo) Based, è possibile trovare dei kernel già compilati con praticamente tutte le opzioni che potrebbero servirvi..

Compilare un proprio Kernel però vi è d’obbligo se vi serve qualche funzionalità che non è stata prevista, o semplicemente se volete rimuovere tutti quei moduli che non servono ad il vostro computer (se avete un portatile asus sono sicuro che possiate fare a meno dei moduli toshiba); inoltre una configurazione personale è in genere molto più prestante (potete compilarla attivando le ottimizzazioni per la vostra particolare architettura: amd k6 / pentium pro e quant’altro). In ultima analisi, ma non meno importante, vi permette di capire quella che chiamavate “anima del computer” non è altro che il kernel e se provate a configurarlo una volta vi accorgerete che non si tratta di magia!

Un’ultima cosa.. con linux si può decidere durante l’avvio della macchina quale kernelutilizzare, quindi nessuno vi impedisce di effettuare delle prove e di tornare al pre-compilato e funzionante quando volete, semplicemente riavviando la macchina!


il procedimento è stranamente macchinoso, ma non difficile. (e vale anche per le chiavette usb con fat32)

vi servirà “mtools

se avete una distro debian based probabilmente è già installato.. altrimenti apt-get install mtools..

per altre distro.. cercate mtools ed installatelo

nel manuale vi spiega che questo “pacchetto” comprende diverse utility per editare file/partizioni msdos.. gli unici che potranno mai servirvi sono mattrib e mlabel. rispettivamente per cambiare gli attributi di un file dos e settare l’etichetta del disco..

ma prima di poterli usare dovete impostare il file /etc/mtools.conf

oppure farne una copia nella vostra cartella locale (cp /etc/mtools/.conf ~/.mtoolsrc ) ed editare quella

supponiamo che la vostra partizione fat32 sia il device: /dev/sda2

allora in questo file dovete scrivere la riga:

drive c: file="/dev/sda2"

dove c: è la lettera di unità che volete assegnare a /dev/sda2… potete anche scegliere un’altra lettera (d, f, i, h, z.. quel che vi pare) basta che se ne mettete più di uno abbiano tutti lettere diverse

ad esempio c: -> /dev/sda2, d: -> /dev/hda1 e così via… (magari a: -> /dev/fd0 per il floppy)

cmq.. salvate ed uscite!

adesso date il comando

mlabel c:

vi mostrerà la label corrente e vi chiederà quella nuova.. scrivetela e date invio…

Fatto

per scoprire il nome del device di un disco

normalmente i dischi sono montati nella directory /media/. Se il vostro disco non ha alcuna etichetta verrà montato come /media/disk/; i successivi prenderanno nomi alquanto fantasiosi come: /media/disk-1/, /media/disk-2/ e così via… questi nomi sono i “punti di montaggio” dei dischi!

Conoscendo i punti di montaggio dei vostri dischi potete scoprire qual’è il nome che Linux (udev) ha associato alle partizioni dei vostri dischi semplicemente consultando l’esito del comando cat /proc/mounts che sarà qualcosa tipo:

/dev/sdd5 /media/disk ext3 rw,nosuid,nodev,data=ordered 0 0
/dev/sdd6 /media/disk-1 ext3 rw,nosuid,nodev,data=ordered 0 0
/dev/sdd1 /media/disk-2 vfat rw,nosuid,nodev,uid=1000,fmask=0022,dmask=0022,codepage=cp437,iocharset=iso8859-1 0 0

Ci sarà altra roba ma voi cercate il punto di montaggio che vi interessa (seconda informazione). Il primo è il nome del device ( es. /dev/sd6), il secondo dov’è montato (es. /media/disk-1), la terza informazione ci dice che tipo di driver è stato usato per il filesystem e quindi che tipo di filesystem (es. ext3, vfat), seguono le opzioni di montaggio

ps: se la partizione è ext2 o ext3 è sufficiente il comando “e2label /dev/sda1 etichetta” sostituite ad “etichetta” il nome che volete dargli e a /dev/sda1 il nome del device a cui volete cambiare etichetta


Un mio amico ha ricevuto per Natale Medieval 2 Total War (o M2TW), gioco di guerra strategico ambientato ai tempi dei romani!

La versione italiana contiene una chicca niente male, sfuggita evidentemente ai controlli pre-vendita!

Entrando in una battaglia come attaccante si può ascoltare la spiegazione in italiano di come muovere i personaggi, come fare questo e quello!

ad un certo punto il doppiatore dice:

{con voce profonda da atmosfera di battaglia} …e cliccando con il tasto sinistro….. [pausa]….. *hmpf-z* {cambio totale del timbro di voce.. sembra di sentire un collega a cui è andata male la compilazione del programma} porco cane mi sono perso di nuovo!!! …. [pausa]… {riprende la voce da atmosfera} e cliccando con il tasto sinistro…. “

è davvero esilarante pensare che ogni copia acquistata prima di natale (o forse anche dopo) del gioco in italiano contenga questo errore macroscopico!

se riesco a fare un video con audio del tutto lo posto su video.google.com o su www.youtube.com e lo inserisco in questo post!!!


No non si parla di juve!

Si parla di configurare Linux per avere un Dual-Monitor (o Clone mode) Monitor-PC – TV!

Posseggo una Ati Radeon Mobility 9700 Pro (sono su un laptop ma dovrebbe funzionare anche per gli utenti di schede fisse) con i driver proprietari Ati (quelli open non funzionano con la mia scheda).

Il dual monitor funziona “out-of-the-box” dopo aver installato fglrx! Il problema è che qui in italia lo standard per le televisioni è PAL, mentre in america ed altrove NTSC!

infatti l’immagine si vede sulla TV appena dentro il server X (e quindi appena vengono caricati i driver video), il problema è che è in bianco e nero perché la nostra scheda sta buttando fuori il segnale per una TV americana…

per tornare a vedere il mondo a colori mi è stato sufficiente inserire questa riga nella sezione “device” di impostazione della scheda video nel file /etc/X11/xorg.conf

Option “TVFormat” “PAL”

riavviare X (CTRL+ALT+BACKSPACE) et voilà! i colori sono tornati a popolare i pixel del mio schermo televisivo

Esiste un’altra istruzione, TVStandard, che però non ha sortito alcun effetto nel mio portatile.. non so su che schede funzioni quest’impostazione ma credo che vada bene per qualunque ATI che utilizza fglrx, non escludo comunque che funzioni anche per altre configurazioni.

Un ulteriore problemino che ho avuto io: L’immagine era + grossa dello schermo televisivo, così che raggiungendo i bordi con il mouse si spostava… il motivo di questo “curioso” comportamento è che il mio monitor non ha un formato standard (4:3) ma è un “widescreen” con risoluzione 1280×800, basta cambiare l’impostazione a 1024×768 (con gnome: Setting->Preferenze->Risoluzione dello schermo) perché la TV si comportasse come mi aspettavo (mostrando tutto il desktop e non solo una parte). Non è neppure stato necessario riavviare X. Se volete vedere un film che avete su DVD/DivX và più che bene!

L’immagine dei vostri video si dovrebbero vedere su entrambi i monitor (monitor+tv) a meno che non stiate usando l’estensione XV: gestione tramite scheda video dell’uscita che può funzionare solo su un monitor alla volta. Consiglio l’estensione “gl” o se non funziona provate con la x11. (trovate queste impostazioni in quasi tutti i programmi per vedere video)

l’estensione Xv = Video Overlay si abilita inserendo questo nella sezione “device” in /etc/X11/xorg.conf

Option      “VideoOverlay” “on”

Option      “OpenGLOverlay” “off”

in questo modo attiviamo il VideoOverlay e disattiviamo l’overlay OpenGL. NOTA: se abilitate l’overlay OpenGL si disabilita automaticamente XV.

potete provare a invertire “on” e “off” se non dovesse funzionare 🙂 sperimentate un po’.

Mi sto attivando per cercare come impostare il VideoOverlay sul secondo monitor (TV), vi farò sapere…

NOTA: se avete uno schermo a 1280×800 ma questa scelta non è presente tra quelle possibili significa che la massima risoluzione del vostro monitor non è stata correttamente rilevata dal vostro sistema, aprite il file di testo /etc/X11/xorg.conf da utente root ed aggiungete “1280×800” alla lista di risoluzioni supportate (scusate se non mi dilungo ma è un po’ OT rispetto all’attuale guida).

NOTA2: potrebbe essere necessario riavviare Xorg perché venga mandato il segnale video anche alla TV/secondo monitor. CTRL+ALT+BACKSPACE per esser brutali, oppure fate il logout e riloggatevi

NOTA3: su schermi con risoluzioni “particolari” può essere necessario cambiare risoluzione per vedere tutto lo schermo sulla TV / secondo monitor, nel mio caso devo cambiare da 1280×800 a 1024×768. Questo può essere fatto senza riavviare Xorg semplicemente dalle opzioni sulla risoluzione del vostro Desktop Manager (su gnome: Desktop -> Preferenze -> Risoluzione Schermo)


ciao,

non scrivo più da un po’! scusate, sono un po’ preso!

mi associo al googlebombing per protestare contro la decisione del governo di assegnare le nuove frequenze Wi-Max con un’asta pubblica, decisione che ancora una volta terrà lontana la possibilità di connettersi ad internet a costi accettabili a chi ancora è bloccato sul 56k o di liberarsi una volta pertutte di Telecom o altre compagnie di rete fissa!

Che cos’è il Wi-Max?

è una tecnologia che permette connessione in banda larga senza fili, il cugino del “Wi-Fi” per intenderci. Dovrebbe permettere di raggiungere anche quelle zone attualmente non coperte da connessione in banda larga (adsl) con il cablaggio standard ( i fili ).

<aggiornamento>

Il Wi-Max se libero permetterà la nascita di aziende piccole/grandi ex novo per la telefonia a basso costo!

</aggiornamento>

ma cosa cambia dal Wi-Fi?

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